Ridere è una delle attività più antiche e universali dell’essere umano. Ma cosa scatena davvero la risata? Dal punto di vista neurologico, il cervello reagisce all’umorismo come a una piccola sorpresa cognitiva: si aspetta una cosa, ne riceve un’altra, e quella violazione delle aspettative genera piacere. È il cosiddetto meccanismo dell’incongruenza, studiato da psicologi come Rod Martin. Non ridono solo gli umani: anche scimpanzé, ratti e persino cani producono suoni assimilabili alla risata durante il gioco — lo confermano ricerche pubblicate su Science e condotte da Jaak Panksepp. Diverso, però, è il nostro riso sociale, legato al linguaggio e all’ironia.
Nella storia, l’oggetto della risata è cambiato parecchio. Gli Antichi Romani, per esempio, ridevano soprattutto delle disgrazie altrui, dei difetti fisici e delle situazioni imbarazzanti — Cicerone nel De Oratore teorizzò persino l’umorismo come strumento retorico. Il Philogelos, la più antica raccolta di barzellette giunta fino a noi (IV secolo d.C.), è piena di medici incompetenti, avari e studenti stupidi. Insomma: duemila anni di storia e il marito tradito fa ancora ridere.
La Barzelletta
Un uomo rientra a casa di sorpresa, per cogliere sul fatto la moglie con l’amante. Tutto arrabbiato entra e urla:
«Parla, sciagurata, dov’è il tuo amante? Lo so che è in casa!»
La moglie, in vestaglia, con aria falsamente innocente:
«Ma no, caro, cosa dici! Ti giuro che non c’è nessuno!»
«Non ti credo!»
Allora inizia il sopralluogo:
- Cucina: «Qui non c’è…»
- Bagno: «Qui non c’è…»
- Tinello: «Qui non c’è…»
Controlla nell’armadio della camera da letto… Non c’è! Allora guarda sotto il letto… E lo trova.
«Ecco dove stava, questo vigliacco, questo maledetto! Eccolo qui, il ba**ardo, dove si era nascosto…»
L’uomo con calma esce da sotto il letto, si alza in piedi. È un energumeno di due metri per due: classica cicatrice da duro sulla guancia, occhi fissi nel vuoto — anzi, fissi dritti negli occhi del marito. Silenzio.
Il marito allora:
«Eeeeh… no, qui ce n’è uno, ma non è lui!»
Perché Fa Ridere
Tutta la barzelletta costruisce una tensione classica: il marito geloso che cerca, cerca, cerca — e finalmente trova. Il momento della “scoperta trionfante” è il punto in cui ci aspettiamo la scena di gelosia esplosiva. Invece arriva il ribaltamento: di fronte a un gigante con la faccia da film noir, il marito non solo non reagisce, ma rinnega persino la prova dei propri occhi. L’istinto di sopravvivenza batte la gelosia per KO tecnico. È la vittoria dell’autoconservazione sull’orgoglio ferito — e questo, in fondo, lo capiamo tutti benissimo.
